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A Pirelli magazine issue 2 / 2017

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Nella mia scena cinematografica preferita di sempre, il Dottor Ian Malcolm, interpretato da Jeff Goldblum, sta esplorando Jurassic Park e mette in dubbio la saggezza dei suoi fondatori, che sono sicuri di poter contenere le loro creazioni preistoriche: “Se c'è una cosa che la storia dell’evoluzione ci ha insegnato, è che la vita non sarà contenuta. La vita si libera. La vita si espande in nuovi territori e passa attraverso barriere, dolorosamente, a volte anche pericolosamente... La vita trova sempre una via.” Ovviamente, questa verità essenziale scatena la paura di dinosauri selvaggi, cattivi, ma dimostra anche che dovremmo essere abbastanza intelligenti da riconoscere che la tecnologia – così come la vita – non può essere contenuta o controllata. Essa è infatti un genio che non può essere rimesso nella bottiglia.

Eppure, ogni giorno sento commentatori che invocano la necessità di fermare o rallentare il progresso tecnologico. Apparentemente, stiamo affrontando l’eliminazione per mano dell'intelligenza artificiale (A.I.) o, per lo meno, la disoccupazione di massa dovuta ai robot. Un pensiero così semplicistico è decisamente pericoloso, perché ignora la natura stessa del progresso umano, e la nostra inestricabile dipendenza dalla scienza e dalla tecnologia, eppure stiamo apparentemente vivendo in una nuova era, caratterizzata da crescente ignoranza e sentimento antitecnologico.

Il punto di non ritorno

Quindi, chiedo, di quali tecnologie potremmo fare a meno? Potremmo forse sbarazzarci degli scanner a raggi X e IMR? Che ne dite delle analisi del DNA, degli antibiotici, dell’agricoltura moderna e delle linee di produzione automatizzate? Oppure, ci sono l’elettricità, internet, i telefoni cellulari. La realtà è che tutti questi sono necessari per sostenere una popolazione globale di ormai 7,6 miliardi di persone.

Quasi tutto nelle nostre filiere e industrie di supporto è già alimentato da intelligenza artificiale e robotica, ma in modo più critico, tutto è collegato e tutto è interdipendente. Non c'è modo di fermarsi o di tornare indietro: la tecnologia è come una chiave a cricchetto: implica un cambio a senso unico e qualsiasi mossa per tornare indietro ha un prezzo terribile.

Il nostro bisogno primario oggi è la creazione di un futuro sostenibile ed equo. Ma questo è palesemente impossibile usando le industrie, i processi e i materiali del passato, dato che ciò richiede di fare di più con meno materiale ed energia con un riutilizzo, una ricomposizione e un recupero molto più efficaci.

Le nuove tecnologie ci stanno aiutando a farlo - e un buon punto di partenza è pensare locale. Vediamo già esempi di agricoltura verticale in alcune città, con prodotti coltivati ​​e consegnati su ordinazione su distanze molto brevi. Nella sanità, il self-care è il modello emergente, permesso da sensori a basso costo e aiuti diagnostici AI. C'è poi la stampa in 3D, che può ridurre drasticamente i costi di logistica, materiali ed energia, ed è già ampiamente utilizzata dalle industrie automobilistiche e aeronautiche.

Benefici materiali

Possono essere utilizzati nuovi materiali nelle stampanti 3D, e tali nuovi materiali possono portare benefici ai prodotti ad esempio immagazzinando energia, autoriparandosi e respingendo umidità e sporco. E questo è solo l’inizio. L'elettronica e l’intelligenza incorporate nei nuovi materiali possono anche modificare le proprietà dei nostri dispositivi, dell’abbigliamento, del monitoraggio e della salute del corpo.

Ci sono materiali intelligenti – sistemi e oggetti che possono effettivamente trasformarsi – che seppur non immediatamente disponibili, sono in fase di ricerca. In un mondo ideale, gli aerei cambierebbero continuamente forma per ottimizzare la loro efficienza in volo, i nostri veicoli si adatterebbero alle nostre esigenze quotidiane, i nostri abiti respingerebbero sporcizia e batteri e si adatterebbero a seconda di giorno, notte e stagione, mentre i nostri alimenti e le medicine si adatterebbero al nostro DNA.

Dato che l'industria sta già utilizzando la robotica autonoma, potremmo ragionevolmente aspettarci che nelle nostre case facciano un passo oltre le lavatrici e le lavastoviglie, prendendosi carico anche più faccende domestiche di routine. Il più grande cambiamento in questo campo saranno le interfacce. Parlare con macchine infuse con l'intelligenza artificiale è ora una realtà; il controllo gestuale potrebbe funzionare, ma più probabilmente verrà favorito il controllo mentale diretto. Un tipo di controllo a connessione diretta fra cervello umano e AI/macchina non è una fantasia; prove ed esperimenti sono stati in circolazione per decenni.

Tutta questa tecnologia potrebbe essere pronta per il consumatore nel prossimo decennio, ma essenzialmente, parliamo di “simbiosi” man mano che diventiamo parte della nostra tecnologia, e la nostra tecnologia diventa parte di noi. Il risultato probabile sarà quindi ‘pensalo, e la macchina lo farà’, mentre cibo, esercizio fisico e avvisi sulla salute potrebbero essere il più grande vantaggio.

Per coloro che temono tali prospettive, suggerisco di guardare indietro per trovare un “periodo d'oro”, quando le cose andavano meglio per tutta l'umanità. Scopriranno che non esiste affatto. I progressi guidati dalla tecnologia hanno creato lo spazio per pensare, discutere, creare, vivere e prosperare in modi inimmaginabili solo cent’anni fa. Soprattutto, ci hanno dato la capacità di comprendere la nostra situazione e reagire per modellare le società umane affinché siano rispettose del pianeta. Chi vorrebbe davvero negare ciò all’umanità?

Peter Cochrane

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